RENZO PEZZANI- LA POESIA VALORE EDUCATIVO PER L’INFANZIA. Saggio di Eduardo Terrana


RENZO PEZZANI- LA POESIA VALORE EDUCATIVO PER L’INFANZIA

Saggio di Eduardo Terrana

Non lo si incontra citato spesso oggi nelle antologie, diversamente dagli anni 40/50, ciò che lascia dire che Renzo Pezzani , oggi, è uno dei poeti meno ricordati, immeritatamente, nel panorama letterario italiano.Il Poeta nasce il 4 giugno 1898, a Parma, in un quartiere contrassegnato dalla povertà e dalla miseria da genitori artigiani. Muore a Castiglione Torinese il 14 luglio 1951. La sua propensione per la scrittura si manifesta già in tenera età. A ventitré anni consegue il diploma di maestro elementare e si dedica all’insegnamento fino al 1926, quando fu cacciato dalla sua città di Parma dal regime fascista che lui contestava. La sua formazione poetica matura leggendo le pagine più dense della poesia pascoliana, di Silvio Novaro e Marino Moretti, ma anche di Giovanni Papini e di Alessandro Manzoni. Molto però gli venne ispirato, più che dalla cultura strettamente letteraria, dalla mutevole realtà, attentamente osservata,della sua terra e dall’ambiente familiare e popolare in cui visse fatto di dure fatiche e slanci di solidarietà. E’ autore di varie raccolte. Davvero impressionante la sua copiosa produzione letteraria riservata al mondo dei piccoli.Esordisce nel mondo letterario nel 1920 con la pubblicazione della raccolta di liriche “Ombre”. Seguiranno poi “ Le seti di Baussa”, rimasto inedito e introvabile; la fiaba in versi “Il sogno di un piccolo re” e la raccolta di liriche “Artigli”, con sfumature futuriste e dannunziane. Nel 1925 compone la “Leggenda di San Francesco”, rimasta inedita e poi smarrita. Nel 1926 pubblica la raccolta di liriche “La rondine sotto l’arco” e il romanzo fiabesco “La stella verde”. Nel 1930 pubblica la raccolta di liriche “L’usignolo”, i “Racconti del coprifuoco” e il romanzo per ragazzi “Corcontento”. Nel 1933 pubblica il canzoniere degli alberi “Angeli verdi” e la raccolta di liriche “Sole Solicello”. Nel 1935 da alle stampe la raccolta di racconti “Credere”, per il quale ricevette il premio Pallanza.Nel 1936 pubblica la raccolta di liriche “Cantabile” , nella quale con profonda introspezione scava nel più profondo dell’esperienza umana. Nel 1937 pubblica la raccolta di fiabe “Ruggine” con cui si impone all’attenzione della critica e del pubblico quale prosatore per ragazzi.Due anni dopo pubblica “Il fuoco dei poveri”. Sempre nel 1939, esce il canzoniere dialettale “Bornisi”, dove rivela il suo estro come poeta dialettale.Nel 1943 pubblica la raccolta di bozzetti “La prigione illuminata” e inoltre “La stirpe prediletta”. Fa uscire inoltre un nuovo canzoniere parmigiano, “Tarabacli “. L’anno seguente pubblica la fiaba “Re Ombra”.Del 1948 è la raccolta “Angelo di fuoco” e del 1950 la raccolta “Innocenza”.Nel 1951 pubblica “La Bagaronna”, novella dialettale in versi e “I mesi dell’anno”, “La cusen’na pramzana”, e le poesie dialettali “Il specialitè ‘d Parma.”Nel 1951 pubblica anche la raccolta di liriche “Poesie a due voci”, e la commedia “Al marches Popò”. Le sue ultime composizioni furono “l’Inno a Parma”, musicato dal maestro Ildebrando Pizzetti, e un centinaio di versetti dettati per i coristi di Parma.La sua multiforme attività registra , tra l’altro, la fondazione della rivista “Difesa Artistica” e la collaborazione con vari giornali: Il giornale del Balilla, Cuor d’oro e Corriere dei piccoli. Notevole anche la sua attività di editore, che però non ripaga adeguatamente il suo impegno. Saranno tanti infatti i debiti che accumulerà che lo costringeranno a subire gravi disastri finanziari e ad avere pesanti problemi con il fisco ed i creditori che faranno valere i loro diritti con pesanti azioni giudiziarie sui suoi beni immobili, riducendolo in povertà. Poeta educatore, ma anche poeta soldato, Pezzani ebbe una Vita tormentata.Nel 1915 parte volontario per la Prima Guerra Mondiale, aderisce nel 1919 al Partito Socialista e nel 1924 al Fascismo dal quale però si allontana molto presto non condividendone il pensiero e l’azione, ragion per cui subisce la persecuzione delle squadracce fasciste. Nel 1944/45 è partigiano nel torinese, e subito dopo aderisce al Partito Comunista Italiano. Muore nel 1951, stroncato da coma diabetico, a Torino, dove intanto si era trasferito, quando ormai si apprestava a traslocare dalla sua villa nella casa del parroco di Castiglione, che gli aveva concesso ospitalità.Pochi mesi dopo la sua morte viene pubblicata la favoletta in versi “Frate Luca e le noci “.Un’opera letteraria, quella del Pezzani, che comprende scritti per adulti e per bambini e spazia su vari temi: il lavoro, la religione, la natura, i valori, ma legata fondamentalmente alla letteratura per l’Infanzia. Genuinità, umiltà, amore per il mondo dei bambini. Si può compendiare in questi semplici parole la connotazione principale della poesia del Poeta, dal valore squisitamente educativo. Una ispirazione genuina la sua resa con un trasporto dell’animo semplice, senza particolari orpelli, ma come pura espressione del suo sentire poetico originale .Per il Nostro la poesia è principalmente simbolo di salvezza, strumento educativo per guidare i ragazzi a divenire adulti, a entrare nel mondo dell’esistenza preservando la loro purezza ed esortandoli alla dolcezza, alla delicatezza e all’innocenza. La sua poesia attinge al mondo dell’infanzia, “nell’ottica che il vero poeta non rifugge il proprio passato di bambino, né dimentica il bambino che è stato ma, anzi, lo accoglie.”Gustiamo la singolare sensibilità poetica del Pezzani nella lirica “Preghiera per l’eroe”, del 1923, di cui riportiamo il testo. Si colgono tra i versi sentimenti ed emozioni espressi con una delicatezza che arriva linda e pura al cuore del lettore. Intenerisce il pietoso rispetto verso il giovane soldato morto in trincea nel fiore degli anni falciato dalla mitraglia e che sarà sepolto “senza bara nè sudario, senza fiato di preghiera, sotto un po’ di terra nera.”Eppure non pensava di divenire un eroe e non cercava la medaglia, compiva solo il suo dovere al servizio della Patria. Il suo nome non lo ricorderanno in tanti ed il sole ne cancellerà ogni traccia. Commovente affiora la figura della madre che spera riabbracciare il figlio, ma ne vede svanire ogni speranza. L’invocazione all’Altissimo di accogliere in cielo l’anima del “fante contadino disarmato dalla morte “ che ora “ dorme un sonno di bambino” e dargli “Il Cielo degli eroi”, “chiude la lirica e lascia il ricordo delle cose belle da gustare.

Un poeta, Renzo Pezzani, che meriterebbe la piena riconsiderazione critica e l’attenzione dell’intero mondo letterario e culturale, non sempre attento a riconoscere a poeti e scrittori i meriti dovuti .

Preghiera per l’eroe

Il più giovane, il più forte con il sangue sulla faccia e la croce delle braccia disarmate dalla morte, fu sepolto in questo prato con le stelle di soldato senza bara nè sudario, senza fiato di preghiera, sotto un po’ di terra nera che somiglia al Tuo Calvario. Diciott’anni! Andò alla guerra e sua madre l’aspettò. Or non ha più gente in terra che gli dica un paternostro e il suo nome scritto a inchiostro sotto il sol si cancellò. L’ha falciato la mitraglia come un filo d’erba dritto. Era un giovane coscritto, non pensava alla medaglia. Se la terra l’imbavaglia, io per lui Ti pregherò. Diciott’anni, o mio Signore, sono belli da portare. Com’è bella da donare questa vita quand’è in fiore.Ora il fante contadino disarmato dalla mortedorme un sonno di bambino coricato alle tue porte.O Signore, Tu lo puoi: dagli il Cielo degli eroi.

di Eduardo Terrana

Giornalista-saggista- conferenziere internzionale su dirittti umani e pace

Proprietà letteraria riservata Renzo Pezzani – Photo Credits: wikipedia


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