Bari, Santa Colomba


Bari, Santa Colomba


articolo di Crescenza Caradonna

Santa Colomba di Sens, di origine spagnola, visse durante il III secolo D.C. tra la Spagna e la Gallia, dove si rifugiò per sottrarsi alle persecuzioni dell’imperatore Aureliano e successivamente trovò il martirio. In tutta Europa il suo culto divenne popolare durante il medioevo. A Sens, la città che gli storici riportano come luogo della sua morte, fu edificata nel 620 D.C. la prima abbazia a lei dedicata da Re Clotario II.

Il 13 febbraio 1808, Giuseppe Bonaparte salito al trono del Regno di Napoli, sancì la chiusura degli Ordini Religiosi con la confisca di tutte le proprietà ed immobili. Nella città di Bari, nel novembre dello stesso anno, fu deliberato che il convento dei Padri Vincenziani ospitasse il nuovo Convitto maschile della zona dedicato a S. Gioacchino. Le proprietà dell’ex Casa della Missione passarono allo stato.

Possiamo supporre che le spoglie della Santa rimasero nella cappella a lei dedicata, e videro il ritorno nel 1815 dei Padri nella missione, con la restituzione del trono di Napoli ai Borboni. La Casa della Missione rimase in attività fino al 1861, fino a che il nascente regno d’Italia dichiarò la chiusura definitiva delle strutture degli ordini religiosi. La Casa della Missione di San Vincenzo de Paoli fu destinata prima a caserma dei Carabinieri, poi a Tribunale Militare, a oggi chiuso e divenuto sede di uffici militari.

Le notizie sull’arrivo delle ossa della Santa a Bari sono incerte, i primi documenti ufficiali datano con precisione la loro presenza nella città al 1808, grazie a un verbale redatto da Giambattista D’Ameji, il regio governatore della città di Bari sotto Gioacchino Murat. Secondo il D’Ameji i resti della santa riposavano sotto l’altare maggiore nella cappella della Missione di S. Vincenzo De Paoli, oggi Tribunale Militare di Bari. L’edificio era stato costruito nel 1749 dai Padri Vincenziani fuori le mura di Bari, grazie a un lascito fatto da un monaco membro dell’ordine.

A tutt’oggi la cappella non è visitabile. Le spoglie della Santa furono fatte trasferire dalla cappella, durante la seconda guerra mondiale, nella navata sinistra della cripta della Cattedrale di San Sabino.

Colomba di Sens (Santa Colomba de Sanabria, 257 – Sens, 273) è stata una patrizia spagnola che si convertì al cristianesimo e morì decapitata a Sens, in Francia. Considerata santa dalla Chiesa cattolica che la ricorda il 31 dicembre.

Di famiglia nobile e pagana si convertì al cristianesimo a 16 anni. Dopo aver ricevuto il battesimo scappò dalla Spagna insieme ad altri cristiani per sfuggire alle persecuzioni dell’Imperatore Aureliano e si trasferì a Sens, in Francia. Fu rintracciata e rinchiusa in carcere.

La leggenda racconta che, mentre Colomba si trovava in carcere, una guardia cercò di violentarla e un orso, usato per gli spettacoli in un vicino anfiteatro, arrivò in suo soccorso attaccando la guardia e liberando Colomba dalla sua cella.

Viene narrato inoltre che Colomba, dopo essere stata salvata dall’orso, sia stata destinata a perire sul rogo; tuttavia anche in questo caso fu salvata da un provvidenziale acquazzone che spense le fiamme. Da ciò ha origine l’invocazione alla santa da parte dei fedeli per la tutela dal pericolo degli incendi . Fu comunque martirizzata più tardi mediante decapitazione per volontà dell’imperatore Aureliano intorno al 273; il martirio avvenne nella città di Sens, vicino ad una fontana detta d’Azon.

La tradizione dice che un cieco di nome Aubertus riacquistò la vista dopo aver chiesto l’intercessione di santa Colomba, subito dopo la morte di lei. In ringraziamento Aubertus avrebbe preso il corpo di Colomba dal luogo dove era stata giustiziata e le avrebbe dato una sepoltura dignitosa. Nel luogo della tomba fu costruita una cappella e, in seguito, nel 620 circa, Clotario II vi fondò l’abbazia di Sainte-Colombe-lès-Sens’.

In quel periodo la forte devozione verso questa martire è testimoniata anche dal fatto che altre chiese francesi le sono state dedicate, forse anche la Chiesa di Chevilly, nella diocesi di Parigi.

Il culto di santa Colomba giunse a Rimini in maniera provvidenziale: si racconta che alcuni mercanti di Sens, che viaggiavano nell’Adriatico portando con sé una reliquia di santa Colomba, furono costretti ad approdare a Rimini. La reliquia fu accolta da Stemnio, vescovo della città dal 313 circa, e fu posta nella Cattedrale di Rimini dedicata poi alla santa stessa.

Nell’alto medioevo il culto arrivò anche in Valle d’Aosta. Evidenze si trovano nel comune di Charvensod, dove la chiesa parrocchiale è titolata alla santa, e a Villeneuve ove ad ella è titolata una cappella accanto ai ruderi di un castello.

Nella seconda metà del XVI secolo il vescovo riminese Monsignor Castelli si recò a Sens dove fu autorizzato a prelevare una parte delle reliquie che ancora si trovavano nella città francese ed aggiungerle a quelle che già si trovavano a Rimini. Quando queste ultime reliquie pervennero nella città adriatica, ci si rese conto che esse combaciavano perfettamente con quelle già presenti. Molto probabilmente, nel ‘600 alcune reliquie della santa pervennero da Rimini ad Atri, dove sono conservate in un busto reliquiario ligneo nel Museo Capitolare.

Il corpo incorrotto di Santa Colomba si troverebbe nella Cattedrale di Bari: esso sarebbe giunto nel capoluogo pugliese intorno al XVIII secolo, portato da alcuni vincenziani francesi in fuga dagli Ugonotti. La reliquia è stata conservata in un convento vincenziano soppresso nel 1863; nonostante il termine del culto il corpo della santa fu conservato nell’edificio fino al 1939, quando fu traslato nella cattedrale. Un restauro eseguito nel 2005 ha però reso evidente che la reliquia non è realmente l’intero corpo della santa incorrotto, come si credeva: si tratta infatti di ossa ricomposte in un involucro di cartapesta e vestite con un sontuoso abito di seta. Non è inoltre chiaro se si tratti realmente di Santa Colomba, poiché sul suo scheletro non sono state rinvenute tracce della decapitazione di cui ella sarebbe morta. La presenza di Santa Colomba a Bari ha fatto sì che la santa diventasse protettrice dei colombi, uccelli dei quali porta il nome: una leggenda vorrebbe che il suo corpo sia giunto in città portato in volo da molti di questi volatili.

La memoria liturgica di Santa Colomba ricorre il 31 dicembre.

La disciplina in materia di “copyright” è in gran parte regolamentata dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633 (Gazz. Uff. 16 luglio 1941, n. 166) sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, nonché nel collegato regolamento di attuazione contenuto nel Regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369(Gazz. Uff. 3 dicembre 1942, n. 286), oltre che dalle disposizioni contenute nel codice civile (art. 2575 c.c. – 2583 c.c.).

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