Un libro sul movimento cattolico a Gravina tra XIX e XX secolo


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Un libro sul movimento cattolico a Gravina tra XIX e XX secolo


Il volume di Francesco Parisi ricostruisce mezzo secolo di storia cittadina

Francesco Parisi, gravinese puro sangue, sia pure, attualmente, residente a Potenza, docente di Lettere in pensione, si affaccia nuovamente sulla tribuna editoriale e bibliografica, con un nuovo lavoro di ricerca storica: “Gravina tra il XIX e XX secolo. Il movimento cattolico (!874 – 1924), Stes Editore, dedicato alla memoria di don Peppino Lofrese, scomparso il 16 luglio 2018, dopo essere stato per lunghi anni assistente ecclesiastico della Fuci, Federazione Universitaria Cattolica e dell’UCIIM, Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi. Quest’ultima fatica editoriale di Francesco Parisi si inserisce bene nel filone delle pubblicazioni precedenti integrandole; con la stessa passione, con lo stesso sentire, con lo stesso pathos, in maniera asettica, con lo stesso rigore scientifico e la stessa originalità documentaria. Tra i precedenti lavori ci sono: “Gravina fra liberalismo e socialismo (secc. XIX e XX) , 2012, Editrice Ermes; nel 2015 : “Gravina tra XIX e XX secolo. Storia del Partito Socialista (1892-1915). 1874 -1924 un periodo molto interessante per la storia della nostra città, sia da un punto di vista sociale che religioso. Non da meno da un punto di vista politico nella guerra contrapposta tra cattolici, liberali e socialisti, meglio definiti, conosciuti come atei, massoni, anticlericali. Uno spaccato di storia ricavato, anche, dalla consultazione, lettura e rilettura di periodici locali, di testate giornalistiche regionali Un periodo analizzato al microscopio, con la lente d’ingrandimento da un appassionato serio di storia locale. Uno studioso che è andato alla radice di alcuni fenomeni, di alcune azioni, di alcuni movimenti di lotta e di fede. L’analisi scrupolosa dei documenti d’archivio e non solo, fa di questa ultima fatica editoriale l’essenza, dando il succo prelibato di pagine, finora, purtroppo, sconosciute ed ignorate. La ricerca storica, frutto di approfondimenti necessari, è essenziale per un popolo che vuole crescere, che vuole sintonizzarsi sulle antenne delle proprie origini e radici. Del proprio tessuto, del proprio habitat. Da queste pagine corpose di storia si traggono spunti ed elementi che ci fanno, non solo pensare, ma dire, quanto Gravina sia stata antesignana per certi aspetti, sul piano delle conquiste sociali, lavorative: pensiamo alla distribuzione delle terre, di proprietà del demanio pubblico ed ecclesiastico, ai contadini, ai meno abbienti, a chi viveva condizioni di povertà. Dall’altra parte, la scorrevole lettura ci porta, grazie all’autore, a scoprire quanto la minoranza cattolica fosse agguerrita e in sintonia con il Magistero della Chiesa, attraverso i suoi legittimi rappresentanti diocesani quali mons. Vincenzo Salvatore, mons. Cristoforo Maiello, mons. Carlo Giuseppe Cecchini, mons. Nicola Zimarino e mons. Giovanni Maria Sanna. In questi anni difficili di lotte e di conquiste, un ruolo di primo piano lo ebbe Eustachio Montenurro, il medico, il docente, il consigliere comunale, presidente della Congrega di Carità, fondatore del Circolo dei cattolici che, prima di ascendere, da adulto, alla vita sacerdotale, fondando, addirittura due Congregazioni religiose: le Suore del Sacro Costato e i Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, fu un tenace servitore del popolo, sposandone cause, ragioni, motivazioni per il loro riscatto umano e sociale. La recente pubblicazione di Parisi, nell’arco dei 50 anni considerati, ha avuto il pregio di evidenziare un altro aspetto non meno importante e non secondario della nostra storia cittadina, anche, sotto l’aspetto ludico e ricreativo. La città, in quegli anni già disponeva di due sale cinematografiche. La sua evoluzione ed espansione urbanistica fu evidente ed innegabile. In quegli anni difficili e di contese, contrassegnati, anche, dalla Grande guerra, la città crebbe in termini di opere pubbliche, di servizi ed infrastrutture. Non bisogna dimenticare, l’inaugurazione dell’orologio pubblico in villa, della tratta ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle, avvenuta il 31 luglio 1892, con tutta la storia connessa alla costruzione della stazione, che ostruiva la veduta della maestosa facciata della chiesa Madonna delle Grazie. Ma anche e di più crebbe la nostra città, in questi anni pur sempre d’oro, in cui si affermarono valenti uomini di cultura, musicisti, commediografi, pittori, che dettero la spinta necessaria, il loro contributo, soprattutto proiettandosi fuori dai nostri confini musicali. Solo per citarne alcuni di quelli menzionati nel testo : il musicista e maestro compositore, sacerdote don Domenico Digiesi, il cavaliere e chimico farmacista Matteo Pignatelli, il maestro di musica Domenico Buonpensiere, il maestro di musica Giacomo Lapolla. Nell’ambito di questi fermenti sociali e politici, irrompe sulla scena la prepotente e benefica proposta di Michelangelo Calderoni Martini di fondare, il 1° gennaio 1883, la Banca Cooperativa Agraria. Il racconto di Parisi, nel corso delle sue pagine, non rinuncia ad esporre e raccontare particolari, minuzie, aneddoti. I protagonisti di queste pagine sono il sale della nostra storia contadina e cattolica. Un pregio, fra gli altri va riconosciuto all’autore: l’aver sfatato un falso mito, una falsa credenza, supposizioni ed illazioni sul ruolo dei cattolici nella vita cittadina. Scrive, infatti, Parisi: “Questi fatti ci dicono che non sono accettabili i giudizi negativi sull’azione dei cattolici di Gravina nella vita pubblica nel periodo storico in questione”.

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Giuseppe Massari


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