SANTITÀ: SALVEZZA, GIUSTIFICAZIONE E DIVINIZZAZIONE DELL’UOMO (solennità di tutti i santi 2019)


SANTITÀ: SALVEZZA, GIUSTIFICAZIONE E DIVINIZZAZIONE DELL’UOMO

(solennità di tutti i santi 2019)

«Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». (Cfr. Genesi 3, 4-5)

Il grande inganno del serpente antico, quello attraverso cui ha evaso le difese dell’uomo per attuare le sue malevole macchinazioni, è stato fargli credere di essere una creatura subordinata al capriccio di un’entità vanagloriosa e attaccata alla suo ruolo di divinità più forte, tant’è che avrebbe vietato ai nostri due progenitori di nutrirsi all’albero della conoscenza del bene e del male per evitare di avere dei futuri competitori. Abilmente imprime in loro la figura di un dio meschino, “padre padrone”, che tiene sotto la sua tirannia i figli togliendo ad essi preziose opportunità e la possibilità di eguagliarlo. L’altro inganno è stato quello di indurli all’autodeterminazione etica (definire da se il bene è il male), cosa disastrosa, i motivi sono ovvi: se ognuno giudica arbitrariamente cosa è un crimine e cosa no, com’è possibile costruire una qualsiasi forma di convivenza? I principi etici fondamentali sono insindacabili: non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, ecc, tutti riassunti nella regola aurea (cfr. Mt 7,12). L’inganno ha avuto così un doppio malefico effetto: rompere l’amicizia con il Creatore e compromettere la buona convivenza fra gli uomini: esattamente l’opposto di quello che avrebbe voluto realizzare Dio. Esiste inoltre un terzo tragico effetto: la morte. Quella spirituale perchè lontani dall’autore della vita (di cui è anche fonte) e quella fisica in quanto il peccato genera discordia, odio, violenza e, inevitabilmente, morte.

Possiamo interpretare l’episodio della caduta, oltre come evento a-temporale, che ha avuto come conseguenza il peccato originale, anche come qualcosa che ridiventa attuale nella storia comune ed individuale: l’uomo è tentato di allontanarsi da Dio quando non comprende il suo disegno e commette azioni contro i suoi simili autogiustificandosi e disprezzando i principi etici, così da diventare causa di dolore, morte e distruzione.

I piani di Dio, rivelati lungo il corso storico della Rivelazione, sono invece esattamente l’opposto: darci la Vita eterna nella resurrezione di Cristo; farci conoscere il bene ed il male nelle parole del Verbo ( cfr. Gv 14,6); divinizzarci attraverso lo Spirito mandato all’uomo dal Padre per mezzo del Figlio morto, risorto e asceso al cielo (Gv 14,15-17) : in un certo qual senso, anche noi “saremo Dio”, ma solo perchè innestati in Cristo Gesù, in quanto formeremo con Lui un solo corpo (cfr. Gv 15; 17,23-24; 1Cr 12,13). Tutto questo può essere riassunto in una sola parola: santità.

Dio ha per noi un triplice rimedio per attuare il suo progetto nonostante il sabotaggio del maligno.

Salvezza: Dio ci redime dal peccato innestandoci nella nuova umanità incarnata da Cristo. Egli inghiotte la maledizione del peccato nell’amore sconfinato che dimostra sulla croce; Risorgendo e ascendendo al Cielo invia lo Spirito che ci unisce e rende partecipi sella sua stessa eredità (Rm 8, 15-17).

Giustificazione: continuamente ci sorprendiamo a fare il male, anche quando vorremmo fare il bene, pecchiamo e inciampiamo ripetutamente nella nostra fragilità, ma Dio ci giustifica per mezzo dello Spirito, ravvivando continuamente nel cuore anelante al perdono la Grazia misericordiosa, attraverso la fede ed il sacramento della riconciliazione, preservandoci così dalla morte eterna. Siamo resi giusti (giustificati), pur non meritandolo, solo per il suo amore, a noi non resta che desiderare con tutto il cuore di fare la sua Volontà e chiedere la Grazia necessaria, tenendo aperta ogni via possibile allo Spirito.

Divinizzazione (o Theosis): l’amorevole progetto di Dio prevede per l’uomo la glorificazione e la partecipazione alla vita divina (cfr. Gv 17,23-24; 2Cr 3,17; 2Pt 1,4 ). Sant’Atanasio nel “De Incarnatione” affermava: “Il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio”, anche San Cirillo nel suo commento al vangelo di Giovanni affermerà: “Ricevuto Lui [lo Spirito], diventiamo partecipi della natura e riceviamo in tal modo, mediante il Figlio e nel Figlio, il Padre Stesso”.

Il santo è salvato, giustificato e divinizzato già su questa terra (anche se la pienezza di questa “trasformazione” avverrà solo nella resurrezione), diventa Alter Christus nella misura in cui si rende disponibile alla Grazia dello Spirito. Carissimi celebriamo la santità come speranza di pace, giustizia e ogni bene nel mondo! Onoriamo coloro che nel passato e nel presente sono perseveranti nella Via maestra!

Felice solennità di Ognissanti

Fra Umberto Panipucci.

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