LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA!I DOMENICA DI AVVENTO (C)di Fra Umberto Panipucci


LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA!

I DOMENICA DI AVVENTO (C)

Lc 21,25-28.34-36

+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».+

Un nuovo anno liturgico inizia, un nuovo percorso che ci farà rivivere le tappe fondamentali dell’opera di Salvezza compiuta da Cristo. Un’altro tempo di Grazia per rifletterci nello “Specchio della Perfezione”: la vita di Cristo, citando Santa Chiara.

Gli Astri, immagine simbolica di tutto ciò che l’uomo, al di fuori di Dio, ritiene importante e pensa influisca nella sua vita, verranno sconvolti dalla venuta definitiva del Cristo, il quale farà trionfare la sua legge d’amore e oscurerà ogni falso splendore di questo mondo.
Tutto questo mentre resistiamo alle avversità, piccole e grandi, che la vita ci mette davanti. Davanti ad esse possiamo scegliere di morire spiritualmente per “la paura e l’attesa di ciò che dovrà succedere”, chiudendoci nelle nostre ridicole sicurezze, o, pieni della speranza portata dal Verbo, alzare il capo fieri, perchè la nostra liberazione è vicina. Personalmente preferisco pensare che questa vicinanza non sia nel tempo ma piuttosto una vera e propria prossimità sostanziale, con questo intendo che, accogliendo Cristo nel cuore, siamo già liberi, già pregustiamo la resurrezione e la visione beatifica del volto di Dio. Dopo tutto Gesù nei vangeli ci ha più volte fatto intendere che “il Regno di Dio è già in mezzo a noi” (cfr. Lc, 17,21), la forza sanante e liberatrice dello Spirito Santo, oltre a compiere misteriosamente il Suo disegno di Salvezza, già inonda la storia e sfrutta ogni occasione che la nostra disponibilità vorrà offrirgli. Anche questo ci è stato rivelato ogni volta che il Salvatore ha ripetuto “La tua fede ti ha salvato”. Si, il paradiso è vicino, ed è molto più a portata di mano di quello che possiamo pensare, ma quanto è facile che, similmente a quel Ricco che ha rifiutato di donare il superfluo e seguire il Maestro, voltiamo le spalle alla vera Gioia, dubitando della Parola, per ritornare ai nostri meschini surrogati di felicità. Non lasciamo che i nostri cuori si appesantiscano sperperando in vanità la nostra preziosa vita, magari cercando compulsivamente un modo per distrarci, divertirci e fuggire via dalle nostre più profonde e vere necessità. Ogni volta che ascolteremo quella voce che ci dice :”Dona tutto e seguimi” (MC 10, 17,27) e ci volteremo per tornare alla mediocrità di una vita insipida, continuando a restare nella nostra tristezza, magari mascherata dai plasticosi e vuoti sorrisi che popolano gli spots pubblicitari ( personalmente a questi preferisco di gran lunga un’onesta mestizia). C’è chi appesantisce il proprio cuore vivendo a vuoto, colmando il proprio tempo di riempitivi sterili; c’è chi lo fa attraverso le “ubriachezze” fra le quali non vanno intese solo alcool o qualsiasi altra droga, ma anche l’euforia indotta dal successo, il potere, il denaro, il sesso fine a se stesso. C’è poi chi si fa vincere dagli affanni, e proprio quando più dovrebbe, smette semplicemente di Sperare in Cristo, spegnendosi lentamente. Se dunque nutriamo una piccolo focolare di fede, facciamo di tutto per difenderlo, la notte è lunga e fredda, senza non abbiamo speranza. Vegliamo! Sforziamoci di vivere ogni giorno come dovremmo come se fosse l’ultimo, prima di incontrare il senso della nostra esistenza: Cristo Gesù. Siamo pellegrini qui, semi che stanno per germogliare, rondini che stanno per migrare, prepariamoci con gioia operosa e orante al Cristo che verrà!

Felice Domenica e felice Avvento.

Fra Umberto Panipucci.

CONTATTI/INFO: pugliadaamareonline@gmail.com

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