Besnik Sopoti: un sogno chiamato libertà di Crescenza Caradonna


Besnik Sopoti: un sogno chiamato libertà

di Crescenza Caradonna

 

Libertà

Vogliamo cantare il tuo canto
e ci tappano la bocca
vogliamo scolpire il tuo nome sulle porte della patria
e ci amputano le mani
vogliamo aprire una finestra nel corpo del tempo
e ci aprono le prigioni
vogliamo tuffarci nell’azzurrità del cielo
e ci fanno prigionieri delle notti
libertà!

Besnik Sopoti
(Pittore Scrittore Poeta)

 

 

Nato a Bari, è figlio di Mazar Sopoti, storico giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno a Bari fra gli anni ’20 e ’30, poi caporedattore e anche direttore generale della stampa albanese fino al 1944 e madre italiana, di origini modugnesi,

Seguendo le orme del padre e divenuto anche lui giornalistaBesnik Sopoti è anche poeta e traduttore. La fama tuttavia è stata raggiunta non solo per i suoi scritti ma anche per le sue battaglie legali, poiché la madre di Sopoti aveva perso automaticamente la cittadinanza italiana dopo aver sposato, il 30 giugno del 1934, il giornalista albanese, in base alla legge 555 del 1912, impedendo così di fatto al figlio di poter essere italiano.

La lotta per ottenere il diritto ad essere riconosciuto abitante d’Italia da parte di Besnik Sopoti è stata un antecedente di tutte le diatribe attuali sull’argomento, che ebbe pertanto un grande clamore a livello giornalistico e mediatico, l’autore barese diviene ufficialmente cittadino italiano all’età di 82 anni. Nelle sue opere, nei suoi scritti, sono presenti anche frammenti della vita in Albania durante la guerra civile, uno sguardo emozionante su ottant’anni divisi tra i colori dell’est Europa e dell’Italia

BISCEGLIE SCOPRE L’ARTE DI BESNIK SOPOTI


La prima sezione civile del Tribunale di Roma, il 25 settembre 2017, ha dichiarato “cittadino italiano dalla nascita” l’artista Besnik Sopoti, il quale, pur essendo nato a Bari, nel 1935, da madre italiana, non aveva potuto avere sinora il riconoscimento della cittadinanza italiana a causa di una legge razziale che negli Anni Trenta aveva fatto perdere col matrimonio la cittadinanza italiana a sua madre, Anna Turi, di Bari. La decisione dei giudici romani è stata presa in accoglimento di un ricorso fatto dall’avvocato barese Ascanio Amenduni, per iniziativa del magistrato Nicola Magrone, che da anni si batte perché sia riconosciuto a Sopoti un diritto negato: la cittadinanza italiana che, invece, egli “avrebbe dovuto vedere riconosciuta già da anni, perché – sottolinea Magrone, sindaco del Comune di Modugno e presidente del Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione – sin dal 1975 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’automatismo per il quale – sulla base di una legge del 1912 (la 555), recepita dalla legislazione fascista – Anna Turi aveva perso negli anni Trenta la cittadinanza italiana”. “E’ stata una battaglia civile durata una vita. Auguri a Besnik: l’ultimo colpo – sotttolinea Magrone – ad ogni forma di razzismo”.

 


Modugno, a 82 anni Besnik è finalmente cittadino italiano: “Vittima della burocrazia”

Pittore e poeta, vive a Modugno (alle porte di Bari) ed è riuscito grazie a una sentenza del tribunale di Roma a venire fuori da una vicenda kafkiana: lo Stato non lo riconosceva come suo cittadino. Figlio di un giornalista albanese e di una donna barese, si è trovato in un vortice di burocrazia e leggi: straniero in Italia durante il fascismo – anche la madre perse la cittadinanza perché sposata con un albanese, che fu a propria volta ucciso perché considerato nemico – e straniero in Albania, dove ha vissuto per 46 anni anche sotto il regime comunista. Ora si trova a Modugno e abita in un monolocale in centro, circondato dai suoi quadri. Ad aiutarlo nella sua ostinazione il sindaco Nicola Magrone – che quattro anni fa gli aveva conferito la cittadinanza onoraria – e l’avvocato Ascanio Amenduni. Per ricambiare, ora che allineerà i documenti alla sua identità, Sopoti ha promesso di regalare un murale al paese: “Perché la cultura e la bellezza salveranno il mondo” (di Anna Puricella)

 


ALCUNE OPERE DEL MAESTRO BESNIK SOPOTI


Nuda

Trasparenze velate
celate in evidenti nudità,

l’anima si mostra
s’apre come
bocciolo al sole,

è esplosione di fermenti nascosti
viluppo d’incoerenze,

dualismo
panacea selvaggia,

sono le mie
intime percezioni.

(Cresy)Crescenza Caradonna


Immagine d’artista

Speculare è l’immagine
da sinistra a destra o viceversa
m’appari identica

effetto è impatto iniziale
allargo l’immaginazione

cerco oltre il limite speculare
partenza d’una suggestiva realtà.

Essenziale soggettiva
è interpretazione delle diversità di scelte

parole pittura musica
spazio forma luce colore
chiari oscuri  schemi mentali
d’una costruttiva esistenza d’artista.@

(Cresy) Crescenza Caradonna


Profumo di famiglia

Profumo di famiglia
ricordi sbiaditi nel tempo
sensazioni  emozioni incollate sulla pelle

odori mai più dimenticati
quando tutto ti sembrava bello
tutto chiuso in un pugno di felicità
tutto racchiuso in gioie e dolori
in pianti e sorrisi
in un cosmo chiamato famiglia.

Quel profumo serrato in un passato
 cullato in remoti ricordi

di sapori in bianco  e nero
lì impressi su di una vecchia foto dimenticata

 apro lo scrigno della memoria
riapro la mia vita.
@

(Cresy) Crescenza Caradonna

 


Le parole

Un tempo
le parole erano suoni
Un tempo
le parole erano colori
Ora le parole
come ombre sul muro
bicchieri di silenzio
in silenzio
tracannano.@


Besnik Sopoti


IL MAESTRO BESNIK SOPOTI (ARTISTA SCRITTORE POETA) CON (CRESY) CRESCENZA CARADONNA (DIRETTRICE DI PUGLIA D’AMARE QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE SCRITTRICE/POETESSA)

VIETATO SCARICARE LE IMMAGINI PER NON INCORRERE NELLE SANZIONI

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