VOLETE ANDARVENE ANCHE VOI? XXI Domenica del tempo ordinario (B) di Fra Umberto Panipucci


VOLETE ANDARVENE ANCHE VOI?

XXI Domenica del tempo ordinario (B)

Gv 6,60-69

+In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».+

La Verità ha un peso insostenibile? È questo che vogliono dire i discepoli? La dottrina di Gesù è ardua, non tanto per la sua complessità quanto per la forza d’animo che essa richiede per essere vissuta. Diventare intimi di Dio, nutrirsi del vero cibo e della vera bevanda che il Cristo offre, diventando a nostra volta tempio dello Spirito, coeredi del Figlio: decisamente un concetto difficile da accettare, specie a quei tempi. Consideriamo che il Sancta Sanctorum, il luogo che custodiva le tavole della Legge e quindi anche l’unico in cui la presenza del Signore poteva essere in qualche modo adorata, restava proibito e inacessibile, se non al sacerdote prescelto, immaginare il contatto la divinità era dunque impossibile, anzi la sola visione di Jahwè poteva significare la morte; come poteva dunque l’interiorità dell’uomo, da cui procedono pensieri impuri, addirittura contenere questa presenza e avere la stessa sacralità del cuore del Tempio?

+Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?+

Persino i discepoli stentano a credere nelle parole del Maestro, infatti occorreranno diversi secoli perché il concetto di Gesù Dio-Uomo e quello di umanità divinizzata farà una certa fatica ad affermarsi durante il primo secolo (questi argomenti sono raramente citati nelle letteratura cristiana antica) e susciteranno molti dibattiti teologici, a voltedrammatici scismi. Gesù non solo conferma quello che aveva appena detto pubblicamente ma preannuncia la resurrezione e l’ascensione al cielo, il Sigillo che autenticherà in eterno la vita e il messaggio del Cristo come la Via, la Verità e la Vita che l’Eterno ci ha dato come eredità. Allora non ci saranno scuse per non credere più in lui, molti, se non tutti i discepoli, ne saranno infatti testimoni.

+È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.+

L’essenza del messaggio di Cristo resta precluso a chi vuole interpretarlo utilizzando esclusivamente le categorie della “carne”. I discepoli, di cui avverte l’incredulità, si ostinano a ragionare con gli stessi schemi da cui il Maestro voleva liberarli. Pensare secondo lo Spirito vuol dire abbracciare radicalmente lo stile di vita che Gesù proponeva, un “modus vivendi” non più legato ai tanti compromessi che i miraggi del mondo inducono a tollerare, così tanti da snaturare l’autenticità della fede.

+E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.+

Quello che affermava Gesù poteva essere facilmente mal interpretato e definito eretico. Egli affermava di essere il figlio dell’uomo, il pane disceso dal cielo, diceva che la sua carne e il suo sangue dovevano essere mangiati per accedere alla Vita Eterna. Chi di noi non si sentirebbe imbarazzato davanti ad affermazioni del genere? Il Vangelo chiede scelte forti, prive di compromessi, non tutti riescono in questo ed infatti molti decidono di abbandonare la sequela. Nonostante la chiamata alla Salvezza e alla Santità sia universale, non tutti rispondono ed è eccezionale considerare come Dio voglia lasciarci liberi in questa scelta .

+Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».+

La risposta di Pietro ha proprio quella forza e quella libertà che il percorso indicato da Gesù richiede, Egli aveva fatto quel salto di qualità che stava chiedendo ai suoi ascoltatori dall’inizio del lungo discorso narrato in questo capitolo. L’apostolo riconosce la forza e la verità della dottrina annunciata dal maestro definendole “parole di vita eterna” e sottolinea come i segni di conferma da parte Dio (prodigi e guarigioni) non sono mancati: “tu sei il Santo di Dio”, “Aghios tuo Teon”, Pietro intendeva dire con questa locuzione che Gesù era il prescelto atteso da Israele, non afferma ancora “Tu sei Dio”, questo lo farà più in la Tommaso: “Mio Signore e Mio Dio!” (cfr. Gv 20,24-29). La Parola del Cristo merita di essere ascoltata e creduta anche quando entra in conflitto con la nostra razionalità, la quale ha un orizzonte limitato, materialista, incapace di avere quegli slanci di Speranza che possono fare di noi uomini e donne di fede.

Felice Domenica.

 

Fra Umberto Panipucci


 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...