DIO HA CONDIVISO TUTTO XX Domenica del tempo ordinario di Fra Umberto Panipucci


DIO HA CONDIVISO TUTTO

XX Domenica del tempo ordinario

Gv 6,51-58

+In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».+

In un mondo che siamo abituati a pensare con i predatori al vertice (umani e non), Gesù si fa “preda” offrendosi come cibo: colui che sta in cima è anche il sostegno, fondamento, il “nutrimento” di ogni cosa. Gli Ebrei, come le altre popolazioni semitiche, si astenevano dal mangiare alcune carni, perchè convinti che lo spirito vitale contenuto in esse potesse in qualche modo condizionare l’anima, per lo stesso motivo non si nutrivano mai del sangue degli animali, in quanto veniva ritenuto la sede della loro essenza vitale. Dio usa sempre, nel suo parlarci, le categorie di pensiero e gli elementi culturali dei popoli a cui destina il proprio messaggio, in questo modo ha perciò voluto dirci che dandoci la sua carne e il suo sangue vuole trasmetterci e renderci partecipi della sua stessa vita.

+Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».+

I Giudei restano scandalizzati: il Maestro stava apertamente sfidando le loro categorie di pensiero. Il linguaggio che Gesù usa è sconvolgente, volutamente provocatorio, sa bene quale tipo di reazione verrà fuori. Forse il Cristo voleva che le contraddizioni nascoste nel cuore di quegli uomini venissero allo scoperto, in modo da poterle affrontare apertamente.

+Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.+

Se non lasciamo che Gesù si faccia nostro nutrimento e la sua anima illumini e plasmi la nostra, non potremo essere partecipi del dono che ci è stato preparato. Se il corpo non nutrito muore, anche l’anima può avvizzire (ma non cessare d’esistere) se non si nutre della “carne” e il “sangue” che Gesù vuole darci.

+Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.+

Se la carne e il sangue del Verbo incarnato sono il vero nutrimento tutti gli altri non lo sono, questo è ovvio, non a caso, nei versetti precedenti, Gesù esorta la folla a cercare il solo pane che può saziare, la vera risposta alle necessità esistenziali più profonde (cfr. Gv 6, 26-27) Per noi cristiani è chiaro il senso delle allegorie che il Cristo utilizza. Nutrirsi della Parola e dell’Eucarestia vuol dire anche impegnarsi esistenzialmente nel mettere in pratica la Volontà di Dio, entrare in intimità con lui attraverso la preghiera, testimoniare con la propria vita il messaggio d’amore che Dio ha per l’uomo. Proprio questo nutre, rafforza e rende immortale l’anima.

+Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.+

Accogliere la Parola e i sacramenti, vuol dire rafforzare sempre più ciò che è la vocazione fondamentale di ogni individuo: essere tempio di Dio, farsi “divinizzare”, accogliere come Maria la Vita che procede dal Padre e che il Figlio ci manda: lo Spirito Santo. Questo permette all’uomo di raggiungere la pienezza del suo essere. “Mangiare” vuol dire redere una parte di se la persona del Cristo così che egli possa a sua volta assimilarci in se.

+Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».+

Dopo aver spiegato tutto questo ai Giudei, Gesù ritorna al “pane” di Mosè, che ci fa sopravvivere per un po’, ma non non può darci da solo la vita eterna. Quello che Egli sta proponendo, pur non contraddicendo lo spirito della legge, la supera o, come direbbe l’apostolo Paolo, la porta alla perfezione e al pieno compimento (Rm 13, 10). Non è più la manna il pane disceso dal Cielo, non è la legge scritta sulla pietra, ma la vita stessa di Gesù; Egli riempie di senso il termine “Carità” attraverso tutto quello che ha fatto e detto, di questo bisogna nutrirsi.

Fra Umberto Panipucci36779269_10216261362837907_8729277500179349504_n

Felice Domenica

 

 


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Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

 

 

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