CHI VUOL MIRACOLI? XIII Domenica del tempo ordinario (B) di Fra Umberto Panipucci


 


 

CHI VUOL MIRACOLI?

XIII Domenica del tempo ordinario (B)

Mc 5,21-43

+In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare.+

Gesù ritorna nella sua terra per salvare il popolo che Dio gli ha affidato. Attraversa di nuovo le acque, allegoria del suo continuo sfidare la morte e il pericolo per annunziare il Vangelo, lo ha fatto con i pagani e non esita con la sua gente, che, paradossalmente, nasconde la più grande minaccia per la sua vita e quella dei discepoli. La folla che gli si raduna attorno è un’insieme indistinto di persone che lo fa per i motivi più disparati: malati che cercano guarigioni, bisognosi, curiosi, altri sperano che sia lui quel messia che deve venire, alcuni vengono solo ad osservare il fenomeno Gesù, altri sono spie delle sette giudaiche avverse a Gesù. Solo pochi vogliono davvero ascoltare e seguire la parola del Cristo. “Egli stava lungo il mare”, un’immagine che richiama Mosè: le acque, quelle della morte, stanno per essere divise così che il nuovo Israele, nel battesimo, possa attraversale ed essere salvato dai suoi oppressori, ma la libertà non e mai a buon mercato; ci sarà un nuova purificazione nel deserto fatto di rifiuto e persecuzione, una nuova terra promessa da conquistare: il cuore dei pagani e dei giudei; l’alternativa è la schiavitù con le sue meschine comodità.

+E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.+

Nell’ammasso indistinto della folla emerge un uomo che non ha paura, Giàiro, capo della sinagoga, stimato ed influente; mosso dall’amore per sua figlia mette in gioco tutta la sua autorità gettandosi ai piedi di Gesù per chiedergli un gesto di misericordia. Giáiro sta rischiando grosso: diventando discepolo di Gesù perderà qualsiasi credibilità presso le autorità religiose più influenti e lo fa per una bambina: sappiamo bene come le donne fossero discriminate a quel tempo, molto più di adesso, un uomo comune, incapace di andare oltre i limiti imposti dalla sua cultura, non avrebbe messo in gioco vita e carriera per una così remota possibilità: un miracolo. Davanti a una manifestazione così totale e disinteressata d’amore, il Cristo non può negarsi, così sceglie di seguirlo, non solo per operare la guarigione della bambina, ma anche per mettere in evidenza la preziosità di quella testimonianza ai suoi discepoli. Spesso i miracoli che Dio concede servono a comunicare all’umanità messaggi importanti, non sono mai guarigioni fini a se stesse, non sono una sorta di lotteria divina del tipo: “tenta e potrai essere tra i fortunati”. I segni concessi da Dio sono grida dello Spirito che vogliono spronarci alla conversione!

+Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.+

Una categoria di poveri che Gesù predilige sono le vittime dello sciacallaggio. Un altra donna da salvare (le donne sono importanti per il Maestro), la protagonista di questo episodio, ne è un esempio perfetto. Essa mette in gioco tutti i suoi averi nella speranza di poter guarire dal suo male. Molti le avranno sicuramente proposto cure “miracolose”, decine di rimedi che si sono rivelati essere solo truffe inferte da rapaci approfittatori. Quante persone, anche oggi, davanti a situazioni disperate, si espongono a questo pericolo? Non è difficile imbattersi in queste notizie, ma a volte la disperazione, se indirizzata bene, può diventare una forza così grande da spalancare le porte del cielo. Oramai la donna non ha che Gesù come speranza, propio questo la dispone ad accogliere quella “forza sanante” che sempre sgorga dal Cristo, roccia nel deserto. Questo avviene attraverso un gesto quasi banale: toccare qualcosa che a sua volta è a contatto con ciò che è sacro: una reliquia insomma, ma non è quel gesto che la guarisce(tanti lo stavano facendo senza risultato), ma la stessa consapevolezza che aveva illuminato Giàiro: “Lui solo può salvarmi!”: una totale apertura alla Grazia. Tante volte, chi ne sa un po’ di più, giudica la semplicità di chi si accosta al mistero di Cristo con la semplicità di un bacio ad una sua immagine o un’altra devozione, ma solo Dio legge il cuore e giudica l’autenticità. In questo brano abbiamo due esempi di categorie opposte, un dotto e una donna semplice, ma che ottengono la Grazia per lo stesso motivo.

+E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?».+

La duplice natura di Gesù sembra qui emergere con evidenza. Secondo i Padri è la natura divina del Verbo a operare i miracoli. A questo proposito cito Papa Leone:
“Ognuna delle due nature, infatti, opera insieme con l’altra ciò che le è proprio: e cioè il Verbo, quello che è del Verbo; la carne, invece, quello che è della carne. L’uno brilla per i suoi miracoli, l’altra sottostà alle ingiurie.”
(LETTERA DI PAPA LEONE, A FLAVIANO)

+I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».+

Una folla intera non mette insieme la fede contenuta in un solo cuore. Gesù vuole sapere chi sia. I discepoli non seguono il maestro nel suo modo di pensare equivocano le sue parole. Anche in questo caso Il Cristo vuole mettere in evidenza un esempio autentico di fede: questa é ciò che salva, la porta che se aperta permette alla Grazia di agire e compiere i suoi disegni di Salvezza, questo lo devono imparare: non la dottrina di Giàiro, non i denari della donna, hanno concesso loro la guarigione, ma la fede in Cristo. La donna risponde tremante (come se si sentisse in colpa) alla domanda di Gesù “Chi mi ha toccato?”, ma per tutta risposta si getta ai suoi piedi, teme ed è impaurita perchè ha fatto esperienza di Dio, qualcosa di abbagliante e sconvolgente ha inondato il suo cuore: la luce del Verbo! Solo in un secondo momento spiega tutto.

+Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.+

Diventa sempre più evidente che Gesù sta parlando a un mondo chiuso nelle sue povere aspettative, razionale ed incredulo è che di conseguenza preferisce affidarsi alle sicurezze che offre il mondo, piuttosto che a quelle proposte dal Vangelo. I due protagonisti di queste vicende si distinguono dalla folla proprio perché non hanno che Gesù come Speranza e sanno già bene che ne la ricchezza ne il potere ne la dottrina, da soli, possono dare quello che Dio offre. “Soltanto abbi fede”, queste parole sono un incoraggiamento che il Cristo da a Giáiro perché non ceda al pensiero dominante della folla.

+Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.+

Ancora una sfida al comune senso della ragione: “La bambina non è morta, ma dorme”. Attraverso questo segno, il falegname di Nazareth vuole scardinare la nostra idea di morte. Fa così irrompere in un orizzonte oscuro e arido la luminosa speranza della resurrezione. Tuttavia Gesù impone il silenzio ai presenti. La folla non è ancora pronta a una verità così grande e sconvolgente. Egli pianta così un piccolo seme che crescerà a suo tempo. Abbiamo detto che i miracoli di Gesù non sono dispensati a caso. La ragazza aveva 12 anni, l’eta in cui le donne diventano fertili e, a quei tempi, potevano fidanzarsi, essa simboleggia la figlia di Sion (cfr. Sofonia 3,14 e seguenti), la Sposa promessa al Messia e che rappresenta tutti noi.

Alla visione angusta e povera d’attese della maggioranza, Gesù contrappone le sue inaudite speranze. Sono proprio coloro che decidono di abbandonare la folla e affidarsi completamente a Dio che sperimentano le primizie del Regno.

Fra Umberto Panipucci.

Felice Domenica

 


B U O N A    D O M E N I C A

 

 

 

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