IL DIO FATTO UOMO, L’UOMO FATTO DIO – Ascensione del Signore




IL DIO FATTO UOMO, L’UOMO FATTO DIO

Ascensione del Signore

Mc 16,15-20

L’Ascensione: solennità che assieme al Natale, la Pasqua e la Pentecoste, è fra le più importanti. Il mistero che celebra attualizza come l’umanità di Gesù, mai disgiunta ne confusa con la sua divinità, ascende nel mistero della Vita Trinitaria, proprio questo ci ha innestato nel cuore di Dio, facendoci veri “figli adottivi” e quindi “coeredi di Cristo” (cfr Rm 8,14-17), nostro fratello maggiore e primogenito dei risorti. Cristo ascende al Padre “per prepararci un posto” (cfr Gv 14, 2-4) e mandarci lo Spirito Santo (Gv 14,16.). Attraverso il suo “salire al Cielo” Gesù Trascende i limiti dello spazio e del tempo imposti all’uomo facendosi prossimo a tutti noi.

Mc 16,15-20

+In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.+

Tutto il mondo deve essere allietato dalla Buona Novella, questa è la madre di tutte le missioni, tuttavia questo a poco a che fare con il proselitismo, il Vangelo non è una dottrina, ma Dio stesso che abita, agisce e parla con la forza dello Spirito in chi lo accoglie. Marco usa il termine “creatura” e non semplicemente uomo: possiamo dunque intendere questa parola come un segno della Volontà Divina di attuare la salvezza non solo per’uomo, ma per l’intero cosmo (cfr. Rm 8, 20-21).

+Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.+

La Salvezza è una fonte d’acqua viva che sgorga per chiunque voglia attingerne (Gv 4,13-14) solo chi non la vuole ne resterà escluso, proprio come l’acqua di un torrente avvolge i sassi che incontra sul suo cammino. Quella di Gesù non è dunque una minaccia, ma un accorato avvertimento che sprona l’umanità a desiderare la redenzione con tutto il cuore. Ognuno di noi ha come destino la resurrezione, tuttavia Dio creandoci, per non fare di noi dei burattini, ci ha concesso la libertà e questo implica la terribile possibilità di poter rifiutare il dono della Grazia: è il libero arbitrio. Può davvero l’uomo essere così folle da desiderare l’inferno? Anche difronte all’estrema supplica paterna che Dio ci rivolgerà quando appariremo davanti a Lui ? (cfr. Lc 15, 28). Questo è un mistero che la nostra fragile ragione deve rispettare.

+Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno»+

Gesù descrive i frutti della Pentecoste. Dio gioca meravigliosamente con le coincidenze, la Pentecoste infatti, oltre a essere la festa della Torah (la Legge di Dio) è il giorno in cui si rendeva grazie al Cielo per il nuovo raccolto attraverso l’offerta delle primizie. I “miracoli” sono infatti i primissimi segni del Regno di Dio, eventi eccezionali che con l’avvento definitivo del Messia saranno l’ordinarietà: la morte sarà sconfitta, ogni malattia sarà sanata, tutto il cosmo loderà Dio, no ci saranno guerre o disastri naturali. Questi segni servono inoltre a farci capire che Dio è in mezzo a noi e che Cristo continua a camminarci accanto.

+Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.+

Gesù scompare dalla vista degli occhi, ma continua a farsi vedere da quelli interiori. Potremo continuare a sentire le sue parole nei profeti che ancora invia e invierà fino alla fine dei tempi.

+Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.+

L’ascensione al cielo è il preludio della Pentecoste, Gesù, illuminandoli con la luce della resurrezione, ha cancellato dai cuori dei discepoli quel senso di abbandono che li attanagliava dal giorno della sua passione.
Anche oggi Egli non ci lascia soli, infatti, se lo vogliamo, verrà a rispondere a quello strano e irriducibile senso di solitudine che agita il cuore di ciascuno. Asceso al cielo, il Maestro non dovrà più percorrere nessuno spazio per raggiungerci, Lui è tutto qui, a noi non resta che far silenzio è ascoltare

Felice Ascensione.

Fra Umberto Panipucci

 

 


BUONA DOMENICA

Puglia d’amare Quotidiano d’informazione

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