Intervista all’autore Susy Tolomeo


 

Intervista all’autore Susy Tolomeo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivo per comunicare ed ogni pensiero che rendo tracciabile lo rivolgo al lettore immaginando che sia un bambino. Esprimo delle sensazioni ed emozioni partendo dal presupposto dell’insegnamento tra pari. Ovvero io non ritengo di saperne di più di te e scrivo per informare circa il mio concetto e non pretendo che chi mi legge sia d’accordo. Sicché conduco il lettore alla riflessione e ad indagarsi. Come accade nei giochi dei bambini in cui ciascuno si pone verso l’altro una volta come colui che insegna e un’ altra volta come colui che impara. Mentre scrivo trasfondo nel libro diventando io l’altro che mi legge come se entrambi fossimo due player di tennis per esempio e la pallina rappresenta l’emozione che lancio e che mi torna dall’altro player sotto forma di passione.

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

In questo libro vi è la storia che parte dalla Grande Guerra fino ad arrivare al Cristo guerriero in un viaggio a ritroso come in un film i cui interpreti sono due attori. La cui coscienza è rappresentata dalla stratificazione di vite passate che ad ogni capitolo cambiano abito e nome, volando come uccelli nella libertà della poesia, che è l’amore per la pace e la ricerca della felicità di gabbiano e falco, i protagonisti. La vita reale profuma di antico perché è vita vissuta studiata sui banchi di storia, coltivata nel cuore come un in verde giardino dove i fiori si riproducono mediante la talea ma non hanno coscienza e questo li differenzia dagli uomini.

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere quest’opera è stato un modo di affrontare un momento di dolore che ha attraversato la mia vita un anno fa a causa della morte di una persona cara. Sento di non averla persa veramente perché la morte è solo una metafora credendo fermamente nella sopravvivenza della coscienza individuale e tenendone vivo il ricordo.

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Mi piace pensare agli uomini in divenire come ad un giardino e alla maestra come una giardiniera. La giardiniera taglia l’erba, rimuove le erbacce, pota i rami degli alberi, pratica innesti con forbici e coltelli e benché queste siano mansioni secondarie, la giardiniera sa che il giardino necessita di aria e di acqua e di terra buona. Il ruolo di una guardiana del giardino è quello di guardare e comprendere le piante affidate alla sua cura cercando di creare i giusti presupposti per farle crescere bene sapendo giustamente osservare con comprensiva attenzione. La metafora del giardino mi è sembrata pertinente e immediata con il contenuto del mio scritto.

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Mi piacerebbe un’oasi di solitudine a tempo determinato, giusto il tempo della lettura di un libro. “Il diario di Anna Frank” è un libro che mi ha grandemente avvicinato al mondo della grande guerra e al disagio degli ebrei di tutti i tempi. Avevo dieci anni quando ho scelto questo libro nella biblioteca scolastica. La sensibilità di questa bambina mi ha avvicinato al dolore e alla sofferenza fino ad entrare in totale empatia. Mi piacerebbe confortare le sue paure e dare una speranza ad Anna, come a tutti i bambini ingiustamente resi martiri dalla guerra e dalle guerre che ci aspetta presto un mondo di pace.

6. Ebook o cartaceo?

L’e-book prevede disponibilità immediata, prezzo inferiore, caratteristica dell’immaterialità e il percorso verso la digitalizzazione è ormai un treno in corsa. Può essere aggiornato ed ha un contenuto dinamico laddove l’autore può decidere di modificarlo e produrre aggiornamenti ma penso che avendo la possibilità l’utente di apporre dei segnalibri, influenzi l’opinione e la lettura di chi legge. I nativi digitali sicuramente lo preferiscono ed anche io lo apprezzo dovendo però scegliere, opto per il cartaceo e sentire il peso della sua consistenza materiale mi fa pensare ad un contatto immediato e pulsante con la lettura e il rapporto ravvicinato con l’autore.

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Ho sempre scritto canzoni, poesie, lettere d’amore e in tutta la mia vita ho scritto i capitoli di un libro con l’attenzione verso l’altro a volte usando l’inchiostro blu altre volte quello rosso e rilegarne oggi uno, fatto in carta con bella copertina non mi autorizza a farmi sentire una scrittrice. Io sono semplicemente una donna che racconta le storie imparando ad ascoltare gli altri guardando ai pregi senza giudicarne i vizi, laddove sono specchio di me attenta a puntualizzare i vizi e i difetti del mio vivere in divenire.

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Un’esperienza di vita forte e il dolore possono tirar fuori il meglio da ognuno di noi. La perdita di una persona cara può distruggere la nostra esistenza se non conosciamo la formula matematica dell’amore laddove la somma degli addendi non può che dare un risultato positivo. “Non mi dimenticate…”. Questa frase detta negli ultimi momenti di vita, costituisce tanti numeri positivi il cui totale è stato: “non ti dimentico, per l’amore che ci siamo date”. Sicché una sorella ti viene portata via dalla malattia ma il suo coraggio e attaccamento alla vita fanno in modo che il suo ricordo resti attraverso questo libro perché Ella è la guardiana. Per non dimenticarla.

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Un libro è un progetto, un percorso, un punto di arrivo. È un gesto d’amore concluso, una carezza ricevuta, un regalo scartato. Il libro è l’attesa, il divenire, lo scrivere in pezzetti di carta appunti, pensieri; su uno scontrino una parola, un nome, un aggettivo ritrovato dopo un risveglio in cui il primo pensiero è il libro. Come una persona che ami prende un posto accanto al cuore. Dietro al libro c’è la mia voce che racconta e a volte canta. La bellezza è nella sua realizzazione, non nel compimento perché il pensiero ovvio successivo alla conclusione della stesura del progetto è: adesso devo scrivere ancora… ho un’idea…

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

È un libro scritto in poche settimane. Le notti passante in ospedale accanto ad Angela mi hanno ispirato le storie di guerra perché in lei ho scoperto la guerriera che non voleva arrendersi. Ogni capitolo lo commentavo con un medico o un paziente che mi aiutavano ad aggiungere una data importante legata ad un evento o mi suggerivano un nome o una storia da raccontare. A lavoro ultimato lei non c’era più e ho preferito che fossa sua figlia a leggere il lavoro finito e a sostenermi in questo percorso.

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L’ audiolibro è sicuramente una lettura guidata e pertanto agevolata; bello se realizzato con la voce di lettori anche non professionisti permettendo la lettura anche a coloro che sono occupati in altre faccende non necessariamente disabili e sono vantaggiosi dal punto di vista economico perché ovviamente ha dei costi minori. Pratici anche perché si possono scaricare da internet in mp3.

 

La guardiana del giardino


contatti/info:    pugliadaamareonline@gmail.com

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